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Pressbeat, intervista per Fabric Live » Soul Button «  il Boss di Steyoyoke.


Intervista a cura di
Max Rania

Chris! Benvenuto e grazie per aver concesso questa intervista, in esclusiva per Pressbeat e Fabric Live.

Ciao ragazzi! Grazie a te Max!!

La prima domanda vuole portarti a raccontare un po’ di te.. Chris.. Soul Button .. ti conosciamo tutti per il successo che stai riscuotendo come dj e produttore .. come ti sei costruito e come hai consolidato questa fama crescente?

” Ah non lo so!”

Quando mi fanno questa domanda, do sempre la stessa risposta.
Penso che io abbia avuto successo, se lo si può chiamare cosi, solo ed esclusivamente per due motivi.
Il primo é perché ho fatto sempre la musica che mi esce da dentro.
Non ho mai seguito stili, non ho mai provato a imitare nessuno, ma ho sempre fatto la musica che mi veniva senza pensare se poteva funzionare o meno.
Viviamo un periodo della musica in cui ci sono milioni di produttori e dj.
L’unico modo per uscire dalla massa é quello di avere uno stile personale, e lo stile personale viene fuori solo quando fai quello che esce da dentro di te.
Ci vuole tempo per farti notare, ma quando la gente comincia ad ascoltarti, quello é il momento esatto in cui ti senti apprezzato per avere perseguito una strada senza pensare a cose le etichette hanno bisogno, cosa vende e cosa é di moda.
Il secondo motivo é perché...mi faccio gli affari miei e non sono interessato all’industria della musica. Io non ho un manager, non ho un booker, e…non voglio nessuno di queste figure che succhiano la creatività e pensano solo a…riempirsi le tasche.
Ho creato 5 anni fa la mia label, faccio uscire la mia musica e quella dei miei amici, niente altro. Non appartenere all’industria della musica, farsi notare, e comunque andare in giro per il mondo a suonare, sicuramente é un buon traguardo, ma questo lo devo solo alle persone che ascoltano la mia musica, perché sono stati gli ascoltatori a portarmi a questo livello.

Io non ho mai la spinta di nessun Boss!

 

Parliamo della tua musica che ha indubbiamente una costruzione particolare tanto che tu personalmente la definisci “Ethereal Techno”.. ci vuoi spiegare questo tuo modo di vedere il genere che hai reso così unico e personale?

Niente di tutto ciò è stato programmato, quindi per me é un po difficile rispondere a questa domanda. Ho iniziato la mia etichetta “Steyoyoke” con l’intenzione di stampare deep house di qualità ma dopo un paio di anni mi sono reso conto che involontariamente avevo definito qualcosa di leggermente diverso.
La gente mi cominciava a chiedere “ma come la definiresti la musica di Steyoyoke?” .. o cose del genere “questa non é deep house, come la chiameresti?” .. alla fine ho cominciato a pensarci ed effettivamente é vero .. lo stile si Steyoyoke risultava un po indefinibile.
Ci sono influenze deep house, techno, melodie marcate e tocchi progressive.
Una volta suonavo a Chicago e una ragazza venne da me e mi disse “Non ho idea come potrei definire questa musica, mai sentita prima, veramente speciale … mmmm … forse la chiamerei Ethereal Techno” … dopo che pronuncio quelle parole .. feci un salto .. e le dissi “WOW that’s amazing”.
Aveva perfettamente riassunto tutto con due parole ed sono perfette per lo stile che facciamo. Gli chiesi se mi dava il permesso di usarlo e chiaramente era felicissima.
Lei ora lavora per noi ed é una persona fantastica.
Jewel il suo nome. 🙂

Non possiamo non soffermarci sulla tua Label Steyoyoke che dal 2012 è un “missile” in salita con delle release sempre innovative e di successo ..Vuoi raccontarci come è nata l’idea di questo progetto e … ti abbiamo visto recentemente in un video dove spieghi la pronuncia del suo nome .. quale “filosofia” c’è dietro a questa parola?

Si l’etichetta va alla grande, anche se con tante persone che per invidia o non so cosa, provano tutti i giorni a metterci i bastoni tra le ruote.
Tutti comunque mi dicono che questo succede quando hai successo, quindi accettiamoli. Ho iniziato 5 anni fa senza nessun tipo di obiettivo, volevo solo fare un progetto curato e professionale, basato sul concetto di arte e non solo sulla musica.
Volevo creare qualcosa di artistico e considerare la musica stessa come forma di arte. Abbiamo lavorato tanto con illustratori, organizzato contest d’arte, esibizione ecc ecc. Volevo creare un brand fondamentalmente, piuttosto che una semplice etichetta che regolarmente fa uscire musica su iTunes e Beatport.
Poi di colpo é esplosa, e mi sono trovato sommerso di lavoro.
I primi due anni gestivo tutto da solo e da casa.
Adesso abbiamo un ufficio e tra lavoratori e collaboratori siamo attorno a 10 persone.

La parola Steyoyoke non significa nulla.
Come ho detto prima il concept era art e creatività, quindi ho deciso di inventare completamente una parola. Lo feci con un amico italiano, Antonio Olivieri, che ebbe l’idea geniale di comporre una parola scrivendo sillabe su vari pezzi di carta e mettendoli insieme.
Adesso la parola Steyoyoke é riconosciuta sul sito delle parole internazionale Urban Dictionary. http://www.urbandictionary.com/define.php?term=Steyoyoke 🙂

C’è un altro interessante progetto che ti coinvolge che tu hai chiamato “Inner Symphony” .. una serie di “elegantissimi podcasts”.. ebbene .. quando suoni, come dj.. cosa vuoi trasmettere esattamente al tuo pubblico?

Si “Inner Symphony” é una serie di podcasts che iniziai per caso in Brazile.
Volevo creare qualcosa che possa toccare gli animi con una deep house un po più d’ascolto, ma di una certa profondità e spessore.

“Mi sa che ci sono riuscito!” 😉

Se tardo a fare uscire l’episodio successivo la gente comincia a scrivermi chiedendomi quando esce il prossimo.
Sembra che si sia sviluppata la cosiddetta astinenza da Inner Symphony.
Mi piace un sacco il concetto che si é creato.

“Cosa voglio trasmettere quando suono?”

Beh io sono fondamentalmente contro le droghe chimiche, anche se le vivo tutti i fine settimana della mia vita. Un mio set dal vivo, dopo 30 minuti che lo ascolti, ti trasporta in uno stato alterato grazie e tutte le “dreamy” melodie che uso.
Quindi fondamentalmente amo vedere la gente con gli occhi chiusi e che balla e viaggia senza alcuno aiuto di pasticche e droghe varie.
Visto da questo punto di vista, mi verrebbe da dire che involontariamente trasmetto questo messaggio, cioè…l’utilizzo della musica come mezzo per sballarsi 🙂


Ultimamente sei stato protagonista di un Tour che ti ha visto esibire in Egitto, un luogo misterioso e pieno di fascino; vuoi parlarci di questo viaggio “musicale” e di dove potremo trovarti in consolle prossimamente?

Ultimamente sto andando spesso in Egitto.
A quanto pare la mia musica é molto apprezzata. Ci sono stato il 5 di Agosto sulla costa nord e venivo dal mio tour in America.
L’Egitto é un paese magico, il paese é fantastico, puoi respirare la storia del paese solo passeggiando per Cairo.
La gente é calorosissima, ma non si posso baciare le ragazze per strada 🙂

Ora mi sono preso 3 settimane di pausa perché sono veramente stanco.
Dope lo stop avrò una bella serata a Berlino insieme a Oliver Schories, poi tornerò ancora a Beirut e a fine Ottobre riparte il mio tour in Sud America.
Sicuro farò Messico e Argentina.

Per concludere non possiamo non chiederti anticipazioni riguardo Steyoyoke .. nuovi progetti, nuove produzioni .. Come sarà il futuro della tua Label ed il tuo come produttore..?

Si stiamo lavorando su molti nuovi progetti.
Stiamo finendo il nuovo album dell’etichetta che facciamo una volta l’anno e allo stesso tempo stamperemo presto il prossimo vinile chiamato “Couple Affair 03”.
Detto questo abbiamo gia iniziato a lavorare sul party del Quinto Anniversario che si terrà a Berlin il 10 Marzo 2017 al Ritter Butzke.

Riguardo il mio progetto personale, sto lavorando su cose nuove, ma essenzialmente a metà settembre inizierò a lavorare per 4-5 mesi sul mio solo album, che ho gia in mente da parecchio.
Vedremo che ne esce fuori.


Ringraziando la nostro Ospite per l’intervista concessa, invito tutti gli amici diPressbeatFabric Live, a visitare il sito di Steyoyoke e la pagina facebook di Soul Botton.

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MAX RANIA
Max nasce a Verona nel Luglio del 1971 e già da bambino manifesta una certa propensione nei confronti della musica che esordisce con una breve esperienza sul pianoforte per alcuni anni. L’adolescenza lo porta poi a frequentare i locali, Riccione, Jesolo, ma in particolare L’Alter Ego di Verona la sua città natale. Proprio all’Alter Ego ha “l’illuminazione” ascoltando quelli che saranno poi i dj che lo faranno letteralmente innamorare del suono “elettronico”: Marco Dionigi, Piero Fidelfatti ed Andrea Gemolotto. Negli anni successivi Max porta avanti un percorso che lo porta a maturare due importanti progetti tra gli anni 90 ed il secondo millennio, Pulseadelic e Feel3 Djs ma è il 2009 che concretizza il proprio percorso di dj e produttore con la nascita della sua Label “TUXEDO DIGITAL”. Con Tuxedo Digital nascono nuovi progetti e tante collaborazioni ed arrivano i riconoscimenti sia da djs emergenti che da djs internazionali nonché l’attenzione dalla “scena” di Ibiza. Oggi questa nuova collaborazione con Fabric Live dove Max a 45 anni suonati vuole trasferire a chi leggerà i suoi articoli la grande passione per la musica “Elettronica” ed ogni sua sfumatura.