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Pressbeat, intervista per Fabric Live » Nico Cabesa «  ex Chube.Ka.


Intervista a cura di
Francesco Quieti

Ciao Nico! Benvenuto e grazie per essere qui con noi come secondo ospite per ‘Logik’, il nuovo radioshow su Fabric Live.

Ciao ragazzi! Grazie a voi!!

Raccontaci un po’ di te: a che età hai iniziato ad appassionarti al mondo del dj-ing? E come? Qual è la prima traccia (house, techno si intenda) che ricordi?

Parliamo di più di 15 anni fa…sarò sincero: non vi racconterò di musica sempre presente nella mia vita o di giradischi che suonavano jazz o techno sperimentale dove sono caduto dentro e sono rimasto fulminato.
Ricordo che al tempo il dj era ancora una cosa fatta da pochi e chi la faceva sembrava quasi un alieno (almeno dove vivo io, nel Veneto).
Nelle festine che si facevano con i miei amici mancava sempre la figura del DJ e mi sono inventato di farla io, sperando anche di attirare le attenzioni delle ragazze su di me (non ero di certo quello che si dice il figo del gruppo), cosa che non accadde mai, ma qualcosa era scattato…
Ho iniziato con i cdj, quindi derivo da quella generazione che masterizzava ogni cosa fosse un suono, poco dopo mi sarei cimentato nel mondo del vinile e da li è stato un amore che cresceva ogni giorno di più.
Forse la sferzata finale è arrivata quando, ancora su programmi come SoulSeek o Emule, parlavo per ore e ore con un ancora sconosciuto Pirupa di musica techno e house… e mi resi conto che il mondo della musica underground (perché al tempo era davvero underground) era quello che mi calzava, che volevo scoprire, rendere mio e viverlo.
Per mia fortuna ho dei genitori che mi hanno permesso anche di girare locali senza alcun problema e mi hanno dato il giusto supporto al fine di alimentare questa mia passione! Ecco come ho deciso di iniziare poi a entrare e seguire il mondo del dj-ing.

Se parliamo della prima traccia house che mi viene in mente sicuramente ti dico il mio primo vinile: Dj Sneak feat. Bear Who?Fix My Sink su label Credence… che non esiste più, o almeno per quanto ne so si fa chiamare CR2.

Non sei di certo una new entry nel mondo della musica elettronica. Con il tuo vecchio alias “Chube.ka” hai raccolto numerose uscite su grosse etichette come Suara, Snatch!, Intacto, Area Remote e molte altre… Innanzitutto come mai hai scelto questo nome? E perché poi hai deciso di cambiarlo, ridovendo partire in parte da 0?

Chube.ka deriva dalla fusione di due elementi… prima di tutto “Chube” era ed è ancora il modo in cui mi chiamano a Padova in quanto (non è un segreto) sono un fan sfegatato di Star Wars ed il mio personaggio preferito era proprio il Wookie del film… inoltre so fare il suo verso!!!! Poi viene il “.ka“.
Questo era un tributo ad un dj che amavo alla follia, ovvero Bushwacka!
Al tempo seguivo un sacco il duo Layo & Bushwacka, e mi piacevano molto Fortunatamente Matthew (Bushwacka), nonostante il duo si sia sciolto, ha continuato con il nome Just Be e mi fa ancora impazzire!
Sicuramente il nome Chube.Ka è stato a livello di produzione un po’ il mio trampolino di lancio, ma sapevo che non era, quello che si dice, il prodotto definitivo.
Dopo molte buone produzioni e grandi soddisfazioni mi sono trovato bloccato.
I miei progetti non mi piacevano più, erano noiosi loop senza senso e facevo molta fatica a creare qualcosa di buono.
Dopo, ricordo, settimane di riflessioni decisi sotto anche consiglio della mia ragazza Bruna, di prendermi una pausa e aprire di più le orecchie.
Ho seguito ogni genere, ascoltato ogni sfumatura.
Alla fine di questa pausa erano passati circa 5/6 mesi e decisi di riprovare a mettere giù qualche disco.
Sono nate tracks come Sancta, Odin e Gilgamesh per dirne alcune.

“L’unico neo era il mio nome!”

Non volevo più usare Chube.ka, lo vedevo quasi come un fantasma del passato e quel punto tra il Chube e il ka mi urtava!
Quindi ho preso il mio vero nome e l’ho tradotto in spagnolo, ricordando un consiglio di Paul C datomi in un lontano Sonar.
Era una scommessa, perché partivo da zero di nuovo, ma io sono fatto così… mi piace rischiare e mettermi in gioco. Oltre a questo ho detto e promesso a me stesso di seguire una linea medio alta, puntando a quella labels che mi piacevano.

“Io sono per la qualità non la quantità!”

Infatti le tracks che mando in giro sono solo il 10% di quelle che faccio e preferisco fare poche uscite ma di qualità piuttosto che 50 EPs ovunque.
Bisogna essere onesti e capire che anche se stampi su 40 labels forti non vuol dire che tu lo sia lo stesso, forse è solo il momento, in quanto in questo settore le mode vanno e vengono.
Io preferisco essere un elemento saldo che segue la propria linea senza esagerare.

C’è qualche produttore nostrano e non con cui vorresti collaborare in futuro?

Non sono un amante delle collaborazioni, nonostante ne abbia fatte alcune e ne sto facendo altre tuttora.
Se dovessi scegliere qualcuno, in Italia, tornerei a fare dischi assieme ai Macromism. Oltre ad essere grandi produttori, Eugenio e Mattia sono grandi amici.
Loro mi hanno aiutato molto nella mia fase di rinascita e spero vivamente di far uscire qualcosa assieme a loro nel prossimo futuro.
Di estero non ho molte idee… Devo dire che sarebbe un sogno fare qualcosa con gente come Four Tet o Floating Points… ma loro sono musicisti io no, quindi per ora diciamo che mi accontento di quello che ho.

Emozione piu grande da produttore e DJ… qual è stato il “support” che ti ha dato maggior soddisfazione? C’è stato un punto di svolta nella tua carriera (prima come Chube.ka, ora come Nico Cabeza)?

Bella domanda!
Quando ero ancora Chube.Ka penso il momento più FIGO è stato quando ho trovato un video del Love Family Park di qualche anno fa.
Si esibivano Luciano e Villalobos, durante il loro back to back hanno messo il mio bootleg di Jack Your Body, conosciuto da tutti come 1986.
Ci sono rimasto davvero di stucco, e ancora di più quando Luciano stesso mi contattò per farmi i complimenti.
Come Nico Cabeza penso sia stato il modo in cui ha accettato dandomi la possibilità di crescere abbastanza in fretta Riva Starr.
Stefano per me è uno dei punti saldi della mia carriera, a lui devo molto sia a livello artistico che umano.
Aveva iniziato a darmi spazio come Chube.Ka e ha accettato senza mezzo pensiero il nuovo progetto.
Oltre a lui devo anche ricordare la grande emozione di iniziare a lavorare con uno dei miei miti: Christian Smith.
Con lui parlai di persona a Ferrara, durante una sua gig, di questo mio cambio di nome e mi diede il benestare sia “vocale” che lavorativo stampandomi su Tronic.

Emozione piu grande da clubber: una serata che ricordi in particolar modo?

8 Agosto 2004: Deep Dish al Muretto, set di 8 ore.
La serata più bella della mia vita a livello di clubber.
Ancora oggi ascolto la registrazione che ho di 4 ore rippata da Radio Italia Network (al tempo facevano le dirette in radioaltroché Facebook!)

Miglior traccia dell’anno, miglior artista rivelazione.

Quest’anno sono rimasto molto sorpreso da Enrico Sangiuliano. Credo sia la rivelazione dell’anno, ha fatto delle cose pazzesche.

Less is more: il tuo studio (equipment, plugins). Qualche consiglio per I giovani produttori?

…Il mio studio è una stanza a casa.
Uso ancora Ableton 8 con dozzine e dozzine di vst interni, anche se amo molto il Moog e Arturia Analog Experience tra tutti.
Macchinari esterni ho 2 synth: Novation XStantion-25 (la prima tastiera che comprai), un Korg R-3; la magnifica TR8 della Roland AIRA e due bei monitor M-Audio BX8a. Questi ultimi li uso non sempre perché preferisco lavorare molto in cuffia durante la creazione, mentre il mixing le accendo e mi faccio maledire da tutto il quartiere!!

“Se dovessi dare consigli ai giovani…
quello di osare e non aver paura”

Quando avete fatto un bel pack di traxx mandate anche ai grossi, nulla è impossibile, lo è solo se lo pensate… io non ho mai puntato in basso!
Imparate ad accettare quindi anche i no e i silenzi, ancora oggi molta roba che faccio viene respinta ma dovete prenderla come un’occasione per migliorarvi.
Oltre a ciò ricordate che questo è un settore ingiusto…Ci sarà sempre chi farà meno di voi e avrà più successo.
Ho visto numerose ingiustizie e ne ho vissute in prima persona molte per colpa di annoiati figli di papà che si sono scoperti dj… beh, lasciateli stare!

C’erano, ci sono e ci saranno sempre!

Miglior traccia dell’anno, miglior artista rivelazione.

Bella domanda
forse per me è un pò troppo presto per eleggere la taccia dell’anno! Per ora una che sto consumando è Sebastiano Sedda & Phil D’bitRabbit uscita su DOC Music… label davvero molto interessante di Francis White… anche il suo nuovo remixato da Vincenzo D’Amico è un gran disco sulla stessa label.

Progetti per il futuro, nuove uscite, collaborazioni etc…

Ne vedrete delle belle!
Sto finendo un ep assieme ad Alex Cristea, terminato 2 remix che usciranno per…
1 traxx dei Macromism (uno decisamente club e l’altro underground), un ep su New Violence Records (label che sta crescendo velocemente e molto bene) e una mega sorpresa che è facile da capire vedendo chi e cosa sta suonando nell’ultimo periodo…
Non posso dirvi ancora nulla!

 


Ringraziando la nostraDj Guest per l’intervista concessa, invito tutti gli amici di PressbeatFabric Live, a visitare la pagina facebook di Nico Cabeza.