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Pressbeat, intervista per Fabric Live »MARCO DIONIGI«  From ALTEREGO.


Intervista a cura di
Max Rania


D: Ciao Marco e grazie per il tempo dedicato a me, e al magazine PRESSBEAT di FABRIC LIVE.
LA PRIMA DOMANDA NON VUOLE ESSER SCONTATA!
Partendo dal presupposto che io sono di parte, ma non vorrei lasciarlo trasparire troppo..La prima volta che ho avuto il piacere di ascoltarti, penso fosse il 1993 o il 94, e apristi il tuo set con FOLLOW THE SUN dei Drum Club, scoprendo i
mmediatamente  un dj che era assolutamente “avanti” Musicalmente,..cosa ti passava per la testa in quei anni…?


“Era un periodo d’oro per il clubbing,
era un periodo d’oro per tutti”

In quel periodo avevo le idee chiare e volevo sperimentare con stili diversi di musica.
Non guardavo la concorrenza, anzi non me ne importava nulla perché’ andavo sempre contro corrente.
Il 93/94, sono stati gli anni che più’ rispecchiano il periodo d’oro dell’Alterego e della vecchia guardia che lo frequentava.
A livello musicale tutto era concesso e c’era piena libertà’ di creare senza nessun compromesso! I brani di rilievo appunto come Follow The Sun dei Drumclub, Funkatarium, Acid Folk (Disco delle cornamuse che io mettevo a 33 giri altrimenti originale era un pezzo acid a 130 bpm) Black Star Liner, Orbital ecc..

“Era un periodo magico!

Tutti vivevano, respiravano per arrivare al fine settimana e ritrovarsi in quella grande macchina che si chiamava DISCOTECA.

D: Molta della musica che suonavi in quel periodo era prodotta da te..ho sentito pezzi che oggi sarebbero ancora strà suonati.. ci vuoi raccontare il perché di questa scelta che ha poi reso unico il tuo modo di condurre un dj set?..

“Semplicemente perché’ volevo creare uno stile
completamente mio…

Mi ricordo ancora le risatine degli altri dj.
Ma poi si ricredevano quando vedevano l’effetto
che faceva sul dance floor!”

Era un lavoraccio.
Ore e ore, notte e giorno passate in studio.
Non era facile come ora poter costruire un brano.
Mancava la tecnologia e gli apparecchi da studio erano molto costosi.


D: Due grandi dj Italiani hanno segnato il tuo percorso: Piero Fidelfatti e Daniele Baldelli..cosa hai preso da loro e cosa ti sei creato da solo durante il tuo percorso..?


Piero lo ricorderò’ sempre perché’ appena arrivato all’Alterego aveva sempre questo modo gentile, educato…
Mi dava sempre l’idea di un “English Lord
Affabile con tutti.
E poi che dire..estremamente paziente con me’:
Mi dava sempre buone dritte prima di iniziare la mia session…
Sorrideva sempre!!!

Baldelli lo conobbi dopo, verso il 93 se non erro all’Afterhour del Mazoom.
Entrammo subito in sintonia perché’ avevamo gli stessi gusti musicali.

“Il resto e’ storia”

D: L’Alter Ego (Leggendario club di Verona) è stato ed è la tua casa da almeno 25 anni…cosa ti lega a questo luogo per tanti magico…cosa si è chiuso e cosa si aprirà nel futuro della “collina”?

Era un posto magico ma ho sempre avuto odio/amore per quel locale.
Sembrava una moglie che non voleva mai concedermi il divorzio.
Si e’ chiusa un era per sempre. Si può’ solo ricordarla e punto.

D: Altra domanda non scontata..sappiamo della tua grande passione per gli UFO e l’astronomia che spesso sembrano permeare anche le tue produzioni..è questa la tua fonte di ispirazione visto anche il nome della tua Label (Quantistic Division Ndr.)?

Il primo libro che divorai fu’ Paolo Maffei I mostri del cielo.
Cambiò completamente la mia visione della vita perché’ avevo capito che eravamo piccole, minuscole creature in un universo enorme dinamico e variabile ma estremamente affascinante.
A quei tempi poi in tv la sci fi andava molto di moda e non mi perdevo un film.
Poi fu colpito da Incontri Ravvicinati Del Terzo Tipo (1977).
Lo amai come non mai e mi interessai anche ai casi di UFO che ai quei tempi soprattutto in America si faceva un gran parlare.
Poi pian piano arrivarono i primi libri anche in Italia i primi che ricordo erano di Peter Kolosimo.
Li divorai tutti!! Non mollai più’!! Divenne un pallino fisso in testa.

“Mio Padre diceva che ero malato!
Forse lo sono ancora!”

D: E..il futuro di Marco Dionigi?…qualche anticipazione per il pubblico di Pressbeat?

Il 2017 sara’ un anno per me’ molto particolare…Vedrete !!!! 😉


Ringraziando il nostro Ospite per l’intervista concessa, invito tutti gli amici di PressbeatFabric Live, a visitare la pagina ufficiale facebook di MARCO DIONIGI


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MAX RANIA
Max nasce a Verona nel Luglio del 1971 e già da bambino manifesta una certa propensione nei confronti della musica che esordisce con una breve esperienza sul pianoforte per alcuni anni. L’adolescenza lo porta poi a frequentare i locali, Riccione, Jesolo, ma in particolare L’Alter Ego di Verona la sua città natale. Proprio all’Alter Ego ha “l’illuminazione” ascoltando quelli che saranno poi i dj che lo faranno letteralmente innamorare del suono “elettronico”: Marco Dionigi, Piero Fidelfatti ed Andrea Gemolotto. Negli anni successivi Max porta avanti un percorso che lo porta a maturare due importanti progetti tra gli anni 90 ed il secondo millennio, Pulseadelic e Feel3 Djs ma è il 2009 che concretizza il proprio percorso di dj e produttore con la nascita della sua Label “TUXEDO DIGITAL”. Con Tuxedo Digital nascono nuovi progetti e tante collaborazioni ed arrivano i riconoscimenti sia da djs emergenti che da djs internazionali nonché l’attenzione dalla “scena” di Ibiza. Oggi questa nuova collaborazione con Fabric Live dove Max a 45 anni suonati vuole trasferire a chi leggerà i suoi articoli la grande passione per la musica “Elettronica” ed ogni sua sfumatura.