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Pressbeat, intervista per Fabric Live »ANDREA OLIVA«  From ALTEREGO.


Intervista a cura di
Max Rania


D: Andrea ..forse è superfluo dire che tu sei il più grande Art Director che il nostro paese conosca avendo segnato un’epoca in termini di “club culture “ e tendenze musicali..ebbene..come si diventa “Oliva”?

Sinceramente non credo di essere il più grande art director, ma una persona che ha cercato di creare qualcosa di diverso, senza farsi influenzare dalle mode o da ciò che nasceva nelle città europee che erano viste all’avanguardia.

Andrea Oliva si diventa per caso.

Io studiavo matematica a Padova e fino a 20 anni non sapevo nemmeno dell esistenza delle discoteche.

Poi, per caso, con degli amici universitari, abbiamo organizzato una festa in un locale a Verona e poi … da poco intelligente, ho abbandonato gli studi per gettarmi in questo mondo.

D:Un mondo in cui tu e chi ti ha seguito ha fatto “Tendenza”.. proprio questo è un termine che tu hai usato in modo ineguagliabile, soprattutto negli anni 90..vuoi spiegarci cosa è stato questo fenomeno e cosa è cambiato negli anni a seguire?..


“La tendenza per me è uno stile di vita , è arrivare prima dove la massa probabilmente non arriverà mai, è essere se stessi senza essere influenzati dalle mode e da ciò che la globalizzazione
ti impone.

Alla fine è pensare con la propria testa ed essere liberi.”

Negli anni 90 le persone avevano un proprio stile , ognuno esprimeva ciò che era e lo esternava attraverso quello che ascoltava, dove andava, chi frequentava, come si vestiva, come pensava , si! sopratutto pensava autonomamente.
Adesso non c’è più distinzione.
Sono tutti stereotipi di una società consumistica e globalizzata che impone in uguaglianza a fronte di un mercato da ingrassare.
Non c’è più nessuno che si distingue , che pensa autonomamente, che esprime il suo gusto o il suo parere.
Tutti uguali, tutti automi, schiavi della rete e dei suoi strumenti.
C’è solo un modo di fare televisione, quello della polemica e delle liti per fare audience.
I programmi sono di una bassezza e senza contenuti, e il bello è che sono quelli che piacciono.
Uomini e Donne, Il Grande Fratello, L’Isola dei Famosi, Amici o il calcio a tutte le ore e in qualunque giorno.

Automi a seguire quello che la rete impone, schiavi di un telefonino che ha eliminato il relazionarsi tra persone a fronte di un freddo contatto via rete.

“È cambiato il mondo.
Vi siete fatti rubare la libertà!”

 

D: Andrea possiamo non parlare di Alter Ego?….il Club che ha segnato indelebilmente la tua carriera!.. raccontaci come è nato ieri e come  vivi invece “la collina” ancora oggi..


L’Alter Ego
esisteva già è già guardava avanti , ancora prima che arrivassi io
Nel 1990 grazie ad Adrian Morrison che era stato chiamato nel locale , arrivai in collina
Finalmente un locale all’avanguardia che pensava e non seguiva.
A quel punto non è stato difficile , avendo in mano una macchina perfetta , costruire una squadra e realizzare un idea ben precisa.
Creare un locale che non fosse un contenitore , ma un posto in cui le persone potessero esprimere se stesse e ciò che durante la settimana doveva essere imbrigliato a causa di una società bigotta.
Il locale doveva avere un anima e, quest’anima, era fatta dalle persone che lo animavano, con le loro trasgressioni e le loro emozioni.
“La musica doveva essere la cornice di questa favola, perché un bel quadro, senza una bella cornice, non è valorizzato.”
La musica doveva esprimere quello che provavamo, doveva farti capire lo stato d’animo di chi si esprimeva.
“Doveva essere come la musica l’irica, dire in note, quello che l’artista stava vivendo e trasmetterlo al pubblico che doveva assimilarlo e viverlo.
Per questo non avevo dj ma artisti.”

DIONIGI, MORRISON, GUCCI e a seguire quelli che sono stati l’anima del locale , non avevano il compito di mettere su musica, ma di far vivere emozioni.

“Come vivo la collina oggi?
Come quando vado a visitare il Colosseo”

Io vedo i fasti di un impero , gli altri le rovine di un popolo.

“Ma come il Colosseo sarà per sempre lì a raccontare una storia.
E, chi avrà la capacità di guardare oltre a delle immense rovine, vivrà l’emozione della storia e della leggenda.”

 

D: Da molti sei stato definito un innovatore per aver sempre scelto di avere in consolle dj ecclettici e “visionari”.. Marco Dionigi in primis..come si sviluppa questo fiuto e questa capacità di anticipare i tempi?..


“Nooo!!!
Io ho solo fatto quello che mi piaceva
Io non ho mai guardato a Londra , Ibiza o Berlino
Non avevo bisogno di contaminazioni!!!
 

Io non guardavo al mondo per prendere ispirazione e fare un surrogato malfatto di ciò che già esisteva ,era il mondo che guardava” l’ALTER EGO per vedere cosa facevamo!

“Era il mondo che veniva da noi!
non noi che andavamo nel mondo
Ibiza ? Mai andati a suonare
Berlino ? Mai vista dipinta
Londra ? Non so nemmeno dove sia
Ma Ibiza , Berlino e Londra , sapevano bene dove fosse
l’ALTER EGO”

Tutto questo è stato possibile anche grazie a talenti come MORRISON, GUCCI e sopratutto DIONIGI.

“Vedi! 
noi non suonavamo ciò che il mercato proponeva,
noi suonavamo quello che producevamo.
Noi eravamo dei folli visionari.
Quello che sentivi da noi , non lo potevi sentire nel mondo.
Quello che proponeva il mondo lo sentivi ovunque.
Questo era ALTER EGO


D: Sono passati 30 anni ..una lunga carriera ..cosa serba per il futuro Andrea Oliva?..

Dopo 30 anni ANDREA OLIVA si diverte a guardare un mondo della notte senza anima
Gli piace raccontare quello che i giovani di oggi nemmeno lontanamente riescono ad immaginare.
Gli piace fare ancora delle serate dove la gente si possa emozionare
Mi vedo come Napoleone in esilio.
Credo , nella follia della mia onnipotenza, che i fasti del impero possano tornare ai bei tempi , mentre non vedo e non accetto la decadenza di ciò che non c’è più , accecato dall immensità di ciò che si è sgretolato.
 
“Magari,
anche io!
prima di uscire di scena,
100 giorni li farò ancora e quindi …”


Ringraziando il nostro Ospite per l’intervista concessa, invito tutti gli amici di PressbeatFabric Live, a visitare la pagina ufficiale facebook di ANDREA OLIVA


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MAX RANIA
Max nasce a Verona nel Luglio del 1971 e già da bambino manifesta una certa propensione nei confronti della musica che esordisce con una breve esperienza sul pianoforte per alcuni anni. L’adolescenza lo porta poi a frequentare i locali, Riccione, Jesolo, ma in particolare L’Alter Ego di Verona la sua città natale. Proprio all’Alter Ego ha “l’illuminazione” ascoltando quelli che saranno poi i dj che lo faranno letteralmente innamorare del suono “elettronico”: Marco Dionigi, Piero Fidelfatti ed Andrea Gemolotto. Negli anni successivi Max porta avanti un percorso che lo porta a maturare due importanti progetti tra gli anni 90 ed il secondo millennio, Pulseadelic e Feel3 Djs ma è il 2009 che concretizza il proprio percorso di dj e produttore con la nascita della sua Label “TUXEDO DIGITAL”. Con Tuxedo Digital nascono nuovi progetti e tante collaborazioni ed arrivano i riconoscimenti sia da djs emergenti che da djs internazionali nonché l’attenzione dalla “scena” di Ibiza. Oggi questa nuova collaborazione con Fabric Live dove Max a 45 anni suonati vuole trasferire a chi leggerà i suoi articoli la grande passione per la musica “Elettronica” ed ogni sua sfumatura.